8/13/2008

I signori della Tundra

Resoconto mostra Passo Pordoi Centro di Formazione dl Club Alpino Italiano

Inaugurazione della mostra sui popoli siberiani Nenets – I Signori della Tundra, nell’ambito del progetto Carta dei Popoli Artici.Passo Pordoi, 25 luglio 2008 Centro di Formazione Bruno Crepaz.

Interventi di Annibale Salsa, Vinicio Vatteroni, Fausto De Stefani, Aldo Scaiano, Michele Pontrandolfo


- Perché occuparsi dell’Artico e delle popolazioni native? La figura di Bruno Crepaz e il Centro di Formazione per la montagna del CAI. (a cura di Aldo Scaiano)

La mostra è stata inaugurata da Annibale Salsa, Presidente del CAI Club Alpino Italiano, con significative e toccanti parole: “Esistono legami profondi – ha detto – tra lo spirito esplorativo degli studiosi d’oggi, che hanno realizzato le immagini di questa mostra, e l’anima profonda, originaria, che ha dato vita al nostro Sodalizio. Anche i padri del Club Alpino erano esploratori: scienziati, geologi, appassionati di montagna. Studiavano le terre alte per scoprire la storia geologica del pianeta. Mi sembra che il loro spirito, la loro sete di conoscenza e la passione per la scoperta, rivivano negli esploratori polari di oggi. L’evento che inauguriamo riveste particolare valore per due motivi: perchè appunto si lega alle origini del Club Alpino, e perchè contribuisce a porre lo stesso Sodalizio all’avanguardia nella sensibilizzazione verso i cambiamenti climatici e verso civiltà portatrici di culture minoritarie”.

L’apertura della mostra ha visto la partecipazione di diversi dirigenti del Cai, dai Vice-Presidenti Nazionali Valeriano Bistoletti e Umberto Martini, a Francesco Carrer del Comitato Direttivo Centrale, a Emilio Bertan presidente GR Veneto; oltre a Gianni Pezzei, Vicesindaco di Livinallongo; l’alpinista Fausto De Stefani, l’esploratore Michele Pontrandolfo e Aldo Scaiano, Presidente del Circolo Polare e co-organizzatore della mostra insieme a Gianluca Frinchillucci e Luciana Vagge Saccorotti.
Bepi Cappelletto, responsabile del Centro Bruno Crepaz ha fatto gli onori di casa e inaugurato la giornata del Convegno. I lavori sono stati aperti da Vinicio Vatteroni, Responsabile Nazionale CAI per i convegni e le iniziative culturali, che ha sottolineato come uno degli obiettivi principali dell’iniziativa sia “di stimolare soci e i visitatori ad avvicinarsi alla conoscenza delle culture di altri popoli”.
Fausto dei Stefani ha posto l’eccento sull’importanza di capire e di tutelare le popolazioni native dagli eventi che stanno coinvolgendo l’area artica in seguito al forte cambiamento climatico: “Solo nell’incontro diretto con altri popoli e altre culture – ha detto – saremo in grado di apprezzare le bellezze che il mondo ci offre. L’iniziativa che inauguriamo oggi può essere un momento prezioso per sensibilizzare il pubblico su uno straordinario patrimonio culturale che purtroppo rischiamo di perdere”.

Michele Pontrandolfo ha illustrato la sua esperienza nel raggiungimento del il Polo Nord Magnetico a piedi, percorrendo 72 giorni a piedi e da solo; inoltre, ha risposto alle molteplici domande del pubblico, prevalentemente composto da giovani. Annibale Salsa, Presidente Generale del Club Alpino Italiano, ha sottolineato il concetto di “alpinismo orizzontale” come fondamentale per comprendere lo spirito delle esplorazioni. Le montagne non possono essere solo ascese in verticale, ma deve esserci un momento di conoscenza diffusa del territorio. Analogamente, i poli del pianeta vanno intesi, a giudizio di Salsa, come “l’ultimo regno del sogno per l’uomo”.
Aldo Scaiano ha illustrato la Carta dei Popoli Artici, nata da un’idea di Gianluca Frinchillucci, esploratore e Direttore dell’Istituto Geografico Polare di Fermo, fatta propria dal CNR Polarnet e dal IPY - Comitato Organizzatore dell’Anno Polare Internazionale e dal Circolo Polare.In Italia ha avuto il Patrocinio del CAI Club Alpino Italiano.La Carta dei Popoli Artici è un progetto che vuole far conoscere il territorio e le popolazioni native dell’Area Artica, soggetta a un forte cambiamento climatico che sta generando nuove e delicate prospettive geo-politiche e territoriali.

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