6/26/2008

PROSEGUONO LE ATTIVITÀ DEI RICERCATORI ITALIANI IN SPEDIZIONE AL POLO NORD.


Da sinistra: Gianluca Frinchillucci, Giorgio Marinelli e Robert Peroni durante la spedizione sulla calotta polare Groenlandese

In contatto diretto questi giorni tramite satellitare con l’esploratore che si trova in missione, l’ufficio stampa dell’Associazione Perigeo Onlus ci comunica in tempo quasi reale l’evolversi della spedizione di Gianluca Frinchillucci in Groenlandia Orientale.

“Al lavoro la squadra per il monitoraggio endoglaciale coordinata da Ottorino Tosti e la squadra per i campionamenti scientifici di acqua e rocce, con Davide Peluzzi, per conto dell’università de L’Aquila. Si tratta della prima esplorazione al mondo di quest’area della Groenlandia Orientale, in quanto l’isolamento e la difficoltà di raggiungimento hanno fatto si che questa zona rimanesse pressoché inesplorata, e mai prima d’ora erano state condotte ricerche scientifiche di questo genere nella zona. È stata portata a termine l'indagine genetica in un piccolo villaggio Inuit di cacciatori, chiamato Isertoq. Ora i dati verranno rielaborati e i campioni portati in Italia per conoscere la provenienza di questa popolazione rimasta isolata per millenni (si pensi solo che gli Inuit della Groenlandia Orientale sono stati contattati solo nel 1884, e in particolare il villaggio campionato, Isertoq, è stato contattato solo durante la seconda guerra mondiale)

Nello stesso villaggio è stata realizzata, a cura dell’associazione Perigeo Onlus, la mostra con i disegni e le foto dei bambini italiani, Oromo, Surma (entrambi dell’Etiopia) e Nency (della Siberia Occidentale) che partecipano al progetto interculturale di scambio di disegni “Un Inuit per Amico” . Il giovane Pietro Visetti (12 anni) – cui spetta il primato mondiale di essere il più giovane esploratore polare ad aver messo piede nel deserto di ghiaccio della calotta polare groenlandese dalla parte orientale - ha consegnato ai bambini del villaggio di Isertoq il diplomino di partecipazione allo scambio interculturale.


Da sinistra: Luca Natali, Pietro Visetti e Gianluca Frinchillucci, con i bambini del villaggio di Isertoq, dopo la consegna dei diplomini

Conclusasi da qualche giorno l’esplorazione di una parte della calotta polare groenlandese con Robert Peroni - uno dei più grandi esploratori polari viventi con cui vengono coordinate molte delle azioni della spedizione Saxum - Gianluca Frinchillucci osserva che: “Rispetto alle ricognizione che ho effettuato nel 2005 è scomparsa un enorme porzione di ghiacciaio e le temperature riscontrate in questo periodo sono molto alte rispetto a quanto ci aspettassimo”.

Proseguono intanto le ricerche di fisiologia umana per conto del Prof. Pierluigi Pompei e l’uso dei prodotti della Ethic Sport, sponsor ufficiale della spedizione.
La spedizione ha già al suo attivo, per la prima fase del lavoro, circa 50 giorni/uomo passati tra i ghiacci e i nostri esploratori sono orgogliosi di portare con sé in questi deserti quasi dimenticati la medaglia inviata dal Presidente della Repubblica al Progetto SAXUM.
Al rientro già chiesta a Torino una grande mostra fotografica grazie all’impegno della dott.ssa Gabriella Massa, una delle responsabili del Progetto "Carta dei Popoli Artici".

6/25/2008

CIRCOLO POLARE ARTICO: 23 giugno 2008


UN PROGETTO DI RICERCA GENETICO
PER CONOSCERE LA STORIA DEGLI ULTIMI ESCHIMESI GROENLANDESI

Attraverso lo studio del DNA è possibile studiare tanti aspetti sconosciuti della storia dei popoli, e rispondere ad interrogativi affascinanti, come ad esempio, da dove proviene una popolazione.

L'Italia è all’avanguardia negli studi genetici e in particolare l´Artico ha ancora oggi tantissimi misteri da svelare, come per esempio da dove sono arrivati alcuni gruppi di cacciatori in una zona molto remota della Groenlandia orientale come il distretto di Ammassalik.

Anche per tentare di rispondere a questa domanda è partita una nuova spedizione italiana guidata da Gianluca Frinchillucci, direttore del Museo polare "Silvio Zavatti", dei musei scientifici della Citta´di Fermo e responsabile del progetto CNR-Polarnet "Carta dei Popoli Artici", con destinazione, appunto, la Groenlandia Orientale.

Questa spedizione polare, la settima guidata dal direttore dei musei fermani, è denominata SAXUM e vede il coinvolgimento di decine di ricercatori e di moltissime università italiane.

Il dott. Frinchillucci coordina le ricerche in Groenlandia dal 2002 e in occasione della ricorrenza del IV Anno Polare Internazionale (2007-2008), insieme con l´esploratore Davide Peluzzi, presidente dell'Ex-Plora Nunaat International, ha programmato la realizzazione di questa spedizione, che rappresenta una delle poche iniziative polari italiane realizzate nell'ambito di questo periodo di ricerca così importante per la progressione della scienza polare mondiale.

Il progetto SAXUM oltre a prevedere una pre-indagine genetica su alcuni membri della popolazione Inuit della Groenlandia Orientale, realizzata in collaborazione con il laboratorio di Antropologia molecolare e con il laboratorio di Biologia ed Ecologia Umana del Dipartimento di Biologia evoluzionistica sperimentale dell’Università di Bologna nell'ambito del progetto "I geni raccontano la storia dei popoli", si propone numerosi altri scopi sia scientifici che culturali.

Una sezione del progetto SAXUM è dedicata alla ricerca sulla fisiologia umana.
Il progetto è coordinato dal prof. Pierluigi Pompei dell’Università di Camerino e prevede il monitoraggio delle funzioni vitali, attraverso analisi e strumenti scientifici. Inoltre l'azienda ETHIC SPORT di San Marino, ha fornito gli integratori alimentari alla spedizione.

Una importante sezione della spedizione è curata dall’Associazione marchigiana PERIGEO Onlus (www.perigeo.org), il cui presidente Giorgio Marinelli partecipa in prima persona alla missione, portando avanti il progetto interculturale “Un Inuit per Amico”, già avviato nelle precedenti esplorazioni. Il progetto mira a coinvolgere i bambini Inuit in uno scambio di disegni con i coetanei di diverse parti del mondo – al momento partecipano i bambini Nency della Penisola di Jamal, in Russia, gli Oromo e i Surma dell’Etiopia e alcuni bambini di diverse regioni italiane – in un’ottica di incontro e confronto tra realtà, espressioni di valori, culture e tradizioni profondamente differenti.

Tra gli scopi previsti dalla SAXUM anche il monitoraggio di mulini endoglaciali e la scalata di alcune montagne, non più intese come barriere tra popoli ma come luoghi d´incontro. Anche per questo gli alpinisti che partecipano alla spedizione porteranno in una cima groenlandese una pietre proveniente dal GRAN SASSO, come simbolo d´unione tra culture.

La spedizione durerà circa un mese ed è composta, oltre che da FRINCHILLUCCI, PELUZZI, POMPEI e MARINELLI, anche dal glacio-speleologo OTTORINO TOSTI, da LUCA NATALI (Ass. Perigeo Onlus), dall’alpinista LIBERO LIMONCELLI e dal ricercatore FRANCO VARRASSI.

In Italia si avvale dell'assistenza dei volontari della PERIGEO Onlus, che curano le relazioni esterne, le varie esigenze logistiche ed il rapporto con gli sponsor, ed è appoggiata da numerosi enti e sostenitori, tra cui il CNR-POLARNET, la CITTA´ di FERMO, l´Associazione PERIGEO onlus, la ditta SALEWA, l'Associazione CIRCOLOPOLARE di Milano, FOTOCMR di Macerata e la già citata ETHIC SPORT.

La prima fase della spedizione si è già svolta nella calotta polare groenlandese dove, su invito del famoso esploratore polare ROBERT PERONI, miglior conoscitore al mondo del deserto di ghiaccio groenlandese con all’attivo 13 traversate dello stesso, è stato possibile realizzare una ricognizione in uno dei luoghi più remoti ed estremi del pianeta.

La spedizione, oltre ad aver visto la partecipazione di insigni studiosi, come il Prof. Franco Brevini, ha segnato un record mondiale: nel gruppo erano infatti presenti, con i propri genitori, anche due bambini, CHIARA CATTANI (9 anni) e PIETRO VISETTI (12 anni), figli di grandi alpinisti, che rappresentano i due più piccoli esploratori polari mai entrati nel deserto di ghiaccio groenlandese dalla parte orientale.

PIETRO VISETTI è figlio del giornalista di Repubblica GIAMPAOLO VISETTI che nel 2006 ha scritto un importante reportage dedicato alla Groenlandia e a ROBERT PERONI.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha concesso una medaglia al Progetto SAXUM. L´importante riconoscimento motiva gli enti coinvolti e i ricercatori polari ad un impegno ancora maggiore nella conoscenza delle popolazioni e nella necessità di creare ponti tra culture.

6/09/2008

Spedizione SAXUM - satellitare

Durante la mia assenza curerà la posta elettronica (gfrinc@yahoo.it) la mia collaboratrice Laura Bacalini.
Abbiamo un satellitare e i giornalisti che vogliono tentare di contattarci possono scrivere a Laura.

Sos Antartide

Non si parla delle condizioni climatiche del Polo Sud ma di quelle della ricerca italiana nel sesto continente. Che dopo 23 anni rischia di rimanere al palo per mancanza di fondi
Il rischio è quello di buttare 500 milioni di euro. È questa la somma che l'Italia ha investito nelle sue ricerche in Antartide dal 1985 a oggi, quando è stato avviato il Programma Nazionale Ricerche in Antartide (Pnra). A oggi, infatti, non sono stati stanziati ancora i fondi per il prossimo anno (già nel biennio 2007-2008 la quota era stata ridotta da circa 30 milioni a 13 milioni di euro) e il tempo sta per scadere visto che se non arriveranno soldi entro la fine di giugno la Pnra Scrl, la società composta da Enea, Cnr, Ingv e Ogs (i quattro enti di ricerca che partecipano alle ricerche in Antartide), si potrà sciogliere come recita il suo statuto.
Una figuraccia per il nostro paese, tanto più che coinvolti ci sono anche enti di ricerca stranieri che fanno affidamento sui nostri scienziati e tecnici. “A causa della mancanza di pianificazione pluriennale e di finanziamenti adeguati, l’Italia sta perdendo quel ruolo di primo piano che aveva faticosamente raggiunto nella comunità scientifica internazionale”, dice Massimo Frezzotti dell'Enea. “Siamo praticamente assenti dalle prossime sfide della ricerca delle perforazioni in ghiaccio. Competenze scientifiche di eccellenza, prima non esistenti, saranno perse e non facilmente rinnovabili: un patrimonio di conoscenze, di giovani ricercatori e infrastrutture faticosamente costruito nell’arco di 20 anni rischia di andare definitivamente perduto”.
Eppure i risultati non sono mai mancati. Lo scorso 24 dicembre, per esempio, si è conclusa a 1.620 metri di profondità la perforazione profonda nel ghiaccio del progetto internazionale Taldice. Cominciato nel 2005, a Talos Dome (2.315 metri di altitudine, a circa 300 chilometri dalla costa), il carotaggio è stato condotto da un’équipe di dieci persone (sei di nazionalità italiana, tre francese e una tedesca), con l'obiettivo di raccogliere campioni di calotta che forniranno informazioni cruciali nella definizione di modelli previsionali delle variazioni climatiche e del livello marino.
Si è trattato di un sistema di grande complessità e nel quale l'essere umano si è inserito modificando le condizioni naturali. Le analisi del ghiaccio – una registrazione dettagliata e continua delle mutazioni ambientali a partire dall’ultima glaciazione – consentiranno ora di capire l'impatto esercitato dai gas serra e dalle polveri, in particolare in relazione a fattori quali la quantità e distribuzione dell’energia solare, le modificazioni nella circolazione atmosferica e oceanica, le variazioni di riflettività della superficie terrestre, l’attività vulcanica e così via.
L’età del ghiaccio raggiunto da Taldice è stimata intorno ai 220.000 anni e sono solo quattro le operazioni che, in passato, hanno ottenuto risultati simili. Oltre all'Italia, paese leader che ha guidato il progetto, a Taldice hanno partecipato Francia, Germania, Regno Unito e Svizzera (a rappresentare il nostro paese sono stati scienziati dell’Enea e delle Università di Milano-Bicocca, Firenze, Venezia, Trieste e Parma).
Ma malgrado questi buoni risultati sono molte le preoccupazione per il futuro. (l.s.)
fonte: http://www.galileonet.it/news/10136/sos-antartide

6/06/2008

Iniziative Polari

XIV Festival Internazionale IL TEATRO CHE CAMMINA di Castel San Pietro Terme (Bologna)

Ciclo di incotri sulla diversità culturale e sui diritti dei popoli.

In collaborazione con il Comune di Castel San Pietro Terme, e con il patrocinio della Provincia di Bologna, Regione Emilia Romagna, e con il sostegno del Ministero dei beni e delle attività culturali.

Sabato 7
Inuit della Groenlandia. saranno presenti i seguenti artisti di Ammassalik:Anna Kuitse Thastum; Else Poulsen;Anda Kuitse; Bent Kuitse; Kamilla Bianco; Thala Manikutdlak; Gedion Qeqe;Henning Fontain.
Interverrà anche il Prof Pettener genetista dell'Università di Bologna.

Sabato 14 Tribù Wodaabe dal Niger, Indios dal Messico - Sabato 21, Monaci tibetani in esilio dal monastero di Gaden Jangtse (India). Sabato 28
Mossi dal Burkina Faso.

Gli incontri si terranno a Castel San Pietro dalle 18:00 alle 19:30 nei Sabati 7, 14, 21, 28 Giugno 2008, e vedranno la presenza di differenti comunità appartenenti a popoli la cui identità culturale, per motivi diversi, risulta essere a rischio.

Un inuit per amico


Nell'ambito del progetto "Un Inuit per amico", l'Associazione Perigeo onlus consegnerà domani gli attestati di partecipazione agli alunni della scuola U.Betti di Fermo che hanno partecipato al Progetto.
Il progetto prevede la realizzazione di mostre e scambio di disegni tra bambini di varie popolazioni.
Al momento sono coinvolti:
Surma e Oromo dell'Etiopia meridionale, Nency (allevatori nomadi) siberiani, Bambini inuit del Distretto di Ammassalik e italiani delle città di Rende (Calabria), Sori (Liguria) e Fermo (Marche).
Una mosytra di disegni inuit è stata allestita nel museo oromo di Kofale, mentre a Milano è in corso una mostra di disegni e fotografie dedicate ai nency.
è prevista anche una mostra in un villaggio di Ammassalik nei prossimi giorni.

Spedizione SAXUM

Ringraziamo la ditta ETHICSPORT Sponsor della Spedizione SAXUM

6/05/2008

Mostra Fotografica a Milano


Il 3 giugno Aldo Scaiano e Luciana Vagge Saccorotti hanno aperto a Milano la mostra fotografica "I Signori della Tundra". Sono 47 pannelli fotografici stampati su tela che ritraggono vari aspetti della vita quotidiana dei nency di Yamal (Siberia). Sono foto che ho scattato nel 2005 durante una spedizione polare, insieme a Luciana e agli amici spagnoli di Tierras Polares.

La mostra si trova nei locali del CAI di Milano proprio sulla galleria Vittorio Emanuele II, difronte al Duomo.

Gli orari sono:
lunedi, martedi, 14-19
mercoledi-venerdi, 10-19

Ingresso da Via Silvio Pellico, 6

I testi sono a cura di Luciana Vagge mentre l'organizzazione è curata da Circolo Polare.

6/03/2008

La terza volta di Michele




Anche questa volta ce l'ha fatta... il grande esploratore polare Michele Pontrandolfo per la terza volta nella sua vita ha attraversato il ghiaccio VATNAJOKULL (Islanda) in solitaria e in pura etica esplorativa...
è un record mondiale.
Michele è un mio caro amico, con lui sono stato nelle isole svalbard e con lui ho sognato la sua bella spedizione al polo nord geografico, rimandata al prossimo anno.
Per lui e per i pochi altri esploratori che osano attraversare le porte di ghiaccio del mondo artico riporto uno scritto dello scrittore Rinaldi:


“Li vedremo errare come fantasmi sulle infinite distese ghiacciate delle terre polari, oppressi dalle bufere che accecano, assiderano e non finiscono mai.
E allora sarà lo scorbuto, la paralisi degli arti, il congelamento sotto spaventose temperature di quaranta o cinquanta gradi sotto zero, la forzata immobilità dentro tende improvvisate, l’insidia dei crepacci, la necessità di economizzare i viveri sempre troppo scarsi, la tortura, insomma, fisica e morale, a cui gli esploratori opporranno il loro gran cuore, prendendo appunti, osservando, misurando, scrivendo, in una parola, continuando, perché la morte solamente potrebbe spegnere la divina fiamma della loro passione e della loro speranza.
E i nomi dei pionieri, eroi e martiri, affiorano dall’anima alle labbra che vorrebbero subito gridare a gran voce le gesta. Sono tanti, tanti! Di tutti i tempi e di tutti i paesi. Ed io penso che il cuore dei fanciulli sia il sacrario più degno e più adatto a custodir-ne il ricordo, anche perché tra i fanciulli vi saranno certamente coloro che, tuttavia ignari, andranno incontro al proprio destino di esploratore”.

(RINALDI, Le esplorazioni polari, Vallardi, 1945, p.7.)

Per visitare il suo sito: www.artiko.it